Il tuo corpo è sicuro
sa di porto e di muro
è vivo e pulsante
caldo e abbondante.
Riconosce i sapori
li cerca con ansia
condivide gli odori
li chiama a distanza.
Ha crudo il linguaggio primitivo e selvaggio
è un invito a tuffarsi ma si ma senza pensarci.
Il tuo corpo ha degli echi
antichi e remoti
a me sconosciuti
porta i miei piedi
su nuovi terreni
mi scuote e poi culla
la mia mente fanciulla.
E nell'abbandono
afferro il mistero
la luce ed il suono
e ricordo chi ero io.
Il tuo corpo è profondo
sa di tempo e di cosmo
è calmo e danzante
forte e importante.
I suoi balli tribali
provenienti dal sole
son richiami ancestrali
per me viaggiatore.
Son come dei fili d'argento e sottili
una tela di ragno in cui morire sognando.
Il tuo corpo ha degli echi
antichi e remoti
a me sconosciuti
porta i miei piedi
su nuovi terreni
mi scuote e poi culla
la mia mente fanciulla.
E nell'abbandono
afferro il mistero
la luce ed il suono
e ricordo chi ero io.

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© Claudio Procopio